ITINERARI DA SEGNALARE

Osimo

La collina su cui sorge Osimo fu contesa nel tempo da diversi popoli: dai Piceni ai Greco-Siculi, dai Galli Senoni ai Romani. Grazie alla sua posizione strategica, divenne un’importante colonia romana, l’antica Auximum, a controllo delle vie di transito fra l’entroterra e il mare. Mantenne la sua egemonia in epoca medioevale e, soltanto quando si divise fra Guelfi e Ghibellini, passò sotto il dominio delle signorie dei Malatesta di Rimini, poi di Francesco Sforza. Divenuta libero comune, dopo la tirannia di Boccolino da Guzzone tornò assoggettata allo Stato Pontificio. Sottomessa dai francesi di Napoleone nel Settecento, nell’Ottocento giocò un ruolo fondamentale nel preparare gli eventi che portarono alla battaglia della vicina Castelfidardo e alla conquista dell’Unità d’Italia. Dopo le due guerre mondiali, la città viene ricordata per il Trattato di Osimo, firmato in gran segreto il 1o novembre 1975 nella Sala delle Armi di Villa Leopardi Dittajuti a sancire i confini tra l’Italia e l’allora Jugoslavia.

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Recanati

È stata l’acqua, con i due fiumi Musone e Potenza , a dare il via nel territorio di Recanati allo sviluppo e alla civilizzazione.Quando in età preromana vi arrivarono i Piceni, già esistevano nuclei abitativi più antichi.L’attuale città, si è costituita alla fine del XII secolo quando i signori di tre alture, le tre alture (Monte Volpino, Monte San Vito e Monte Morello) decisero di unirsi.Agli inizi della lotta per le investiture, Recanati appoggiò Federico II e ne ebbe in cambio la licenza di costruire un porto tra le foci dell’Aspio e del Potenza e l’esenzione dai dazi.L’alleanza con i ghibellini è testimoniata anche dai merli a coda di rondine della torre civica.La Bolla Aurea dell’Imperatore è conservata nel Museo Villa Colloredo Mels ed è una delle testimonianze più interessanti della presenza in Italia degli Svevi.Successivamente Recanati si schierò dalla parte dei vescovi e del Papa e ricevette il diritto di chiamarsi città e di battere moneta.Famosa per i suoi Statuti, per la sua Fiera e i suoi traffici, condotti in parte da ebrei, accolse generosamente emigranti albanesi e schiavoni ai quali affidò terre da coltivare.La fama di Justissima Civitas era dovuta alla competenza dei suoi magistrati, le cui sentenze erano richieste anche in grandi comuni.Costruita sul crinale di un colle, fu protetta da una cerchia robusta di mura, fatta rinforzare da Francesco Sforza e nella quale si aprivano stretti varchi chiusi da porte.Nel 1798 fu occupata da Napoleone e annessa al Regno Italico nel 1808. Ritornata allo Stato della Chiesa dopo il Congresso di Vienna, fu conquistatanel 1860 dall’esercito piemontese che si ricongiungeva alle truppe garibaldine provenienti dal Sud ed entrò a far parte del nuovissimo Regno d’Italia.

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Loreto

La città di Loreto si è sviluppata nel corso degli anni intorno alla famosa basilica in cui si trova la Santa Casa di Nazareth (qui, secondo la tradizione, Maria è nata, ha vissuto e ha ricevuto la visita dell’arcangelo Gabriele che le ha annunciato la miracolosa nascita di Gesù).La leggenda vuole che alla fine del Duecento, quando i cristiani vennero cacciati da Gerusalemme in modo definitivo da parte dei musulmani, che erano intendi a riconquistare anche Nazareth, la Casa sia stata presa da un gruppo di angeli e portata in volo, in seguito a numerose peregrinazioni, fino a Loreto: anche per tale ragione la Madonna di Loreto oggi è venerata in qualità di patrona degli aviatori.La costruzione della basilica è avvenuta con l’intervento di prestigiosi architetti del passato, tra i quali Antonio da Sangallo il Giovane, Francesco di Giorgio Martini, Giuliano da Maiano, Andrea Sansovino e Baccio Pontelli, oltre a Donato Bramante e a Giuliano da Sangallo. Federico Zuccari si è occupato di decorare con i suoi affreschi la Cappella dell’Annunciazione, mentre Luca Signorelli e Melozzo da Forlì hanno lavorato alla sacrestia di San Giovanni e alla sacrestia di San Marco; il Pomarancio, infine, è intervenuto sul padiglione e sul soffitto della Sala del Tesoro.

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Le grotte di Frasassi

Le Grotte di Frasassi si trovano all’interno del Parco Naturale Regionale della Gola della Rossa e Frasassi, nel comune di Genga, provincia di Ancona.Costituiscono una delle attrazioni più belle del territorio italiano.Sono grotte carsiche, scoperte nel 1971, che si caratterizzano per un insieme di percorsi sotterranei della lunghezza di 30 Km., suddivisi in 8 livelli geologici diversi.All’interno si possono ammirare delle sculture naturali, che si sono formate attraverso concentrazioni calcaree secolari, che prendono il nome di stalagmiti e stallatiti. Gli speleologi hanno dato a queste particolari sculture nomi curiosi: Il gigante, Il cammello, L’orsa..Le grotte sono aperte al pubblico: si possono visitare, suddivisi in gruppi ed accompagnati da guide esperte. Si possono scegliere diversi tipi di percorsi, diversi per durata e difficoltà; la temperatura non supera i 14°.